Il modello Cloud. Chi lo scopre non ne fa più a meno

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Il 38% delle PMI che ha già adottato almeno un servizio Cloud privilegiano la “nuvola” per i nuovi progetti digitali, e nell’11% dei casi la considerano irrinunciabile.

Il Cloud in Italia. E’ diventato il modello preferibile nello sviluppo di progetti digitali nel 42% delle grandi imprese (campione di 199, operanti in Italia) e l’unica scelta possibile nell’11% dei casi. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Cloud Transformation, giunto alla nona edizione e promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano. Il cambiamento è evidente in seno alle strategie per l’evoluzione del sistema informativo aziendale: se per il 54% delle organizzazioni la situazione è tuttora “ibrida”, nel 21% dei casi l’approccio è ormai totalmente Cloud.

Valore. Nel 2019 il mercato Cloud italiano vale 2,77 Miliardi di Euro, in crescita del 18% rispetto al 2018. Il Public & Hybrid Cloud, ovvero l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e l’interconnessione tra Cloud pubblici e privati, raggiunge 1,56 miliardi di Euro (+25%). Si tratta di un’accelerazione superiore alla media internazionale, che si attesta al 21%, per un valore del mercato che ha raggiunto i 153 Miliardi di dollari a livello globale. Crescono dell’11% i Virtual & Hosted Private Cloud (servizi infrastrutturali residenti presso fornitori esterni)  e del 10% i Datacenter Automation e Convergenza, che danno luogo ala modernizzazione delle infrastrutture on-premise.

I settori. In termini di spesa assoluta, i primi tre settori merceologici per rilevanza si confermano il Manifatturiero (25% del mercato Public & Hybrid Cloud), il settore Bancario (20%) e Telco e Media (15%). Seguono servizi (10%), utility (9%), PA e sanità (8%), Retail e GDO (8%) e Assicurazioni (5%).

Cloud & PMI. Nelle PMI l’utilizzo del Cloud si attesta attorno al 30%. Poco, se si pensa alle opportunità che questo modello di fruizione della tecnologia offre per la digitalizzazione, l’innovazione e l’internazionalizzazione. Il 38% delle PMI che hanno già adottato almeno un servizio Cloud privilegiano la nuvola per i nuovi progetti digitali. Per l’11% rappresenta addirittura una scelta obbligata. Questi numeri in linea con quelli delle grandi imprese, che adottano le suddette strategie rispettivamente nel 31% e nell’11% dei casi.

 I benefici percepiti. Le PMI che hanno realizzato il primo passo verso il Cloud, percependone effettivamente i vantaggi, lo rendono parte integrante delle proprie strategie digitali. I dati evidenziano come i benefici percepiti siano la migliore gestione della sicurezza dei sistemi (nel 57% dei casi), la semplicità di accesso a tecnologie innovative (49%), la riduzione degli oneri operativi in carico al personale (47%), che quindi potrà essere rifocalizzato su attività a maggior valore aggiunto, il risparmio economico (46%) e la riduzione del time-to-market delle iniziative digitali (45%). Anche le PMI che utilizzano il Cloud hanno raggiunto la consapevolezza che il beneficio non sia riducibile a sole misure di costo ma anzi debba essere valutato con una prospettiva più ampia, che va dalla migliore qualità dei processi alle opportunità di innovazione.

Delega. Per tradurre questa consapevolezza in una reale accelerazione nell’utilizzo del Cloud serve però lavorare sulle competenze. Ad oggi, il 44% delle PMI delega la competenza Cloud interamente a consulenti e fornitori e, nel caso in cui ci siano persone che si occupano di IT in azienda, nel 41% dei casi si occupano anche di altro. Questo genera uno sbilanciamento di potere verso il fornitore e una mancanza di precise responsabilità interne che non permettono alle PMI di cavalcare la Cloud Transformation, strutturando consapevolmente il proprio percorso.

(Stefano Troilo)

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