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FME. Statistiche: road map rispettata

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Circa il 90 per cento dei distributori, tra multinazionali, consorzi e indipendenti, ha aderito all’importante progetto di FME.

 

Se ne parlava da tempo, ma il piano di sviluppo è diventato operativo nelle ultime settimane: si tratta del progetto che prevede l’elaborazione di statistiche nazionali sul sell-out dei distributori di materiale elettrico. Dati utili per misurare le effettive dimensioni del mercato e impostare correttamente le relazioni con gli stessi fornitori, oggi sbilanciate sul sell-in. Il tutto è ripartito la scorsa estate con l’apertura di un tavolo tecnico che – sotto l’egida di FME – ha coinvolto pressoché l’intera distribuzione.

 

“In luglio abbiamo registrato l’adesione da parte di soci FME e non solo, tra multinazionali, consorzi e grossisti indipendenti. Allo stato attuale, il campione su cui saranno basate le rilevazioni rappresenta il 90 per cento della distribuzione di materiale elettrico italiana”, spiega Ezio Galli, presidente FME. In pratica saranno calcolati i dati del venduto sia a livello nazionale che per singola regione. Le cifre relative al cavo saranno scorporate e messe in evidenza a parte. Per i produttori che entreranno a far parte del panel delle rilevazioni è prevista l’elaborazione del dato sul venduto in valore assoluto su scala nazionale, mentre a livello regionale saranno calcolate soltanto le variazioni percentuali.

 

Cosa prevedono le prossime fasi del progetto?

Un primo tavolo tecnico tenutosi ai primi di settembre, cui hanno partecipato i rappresentanti delle multinazionali, dei consorzi e di Metel, ha cominciato a scrivere delle regole e a definire una prima forma di tracciato record. Entro fine ottobre i distributori dovranno accettare, commentare o presentare eventuali controproposte.

 

Si può comunque dire che il lavoro sia a buon punto?

Le difficoltà emerse all’inizio sono state superate e la road-map è al momento rispettata. Ma saremo soddisfatti soltanto quando la distribuzione avrà cominciato a trasmettere i dati. Oggi occorre che le regole concordate dal primo tavolo tecnico siano condivise da tutti: per questo, tutte le eventuali richieste di modifica o integrazione saranno prese in carico e valutate opportunamente. Nel frattempo, la commissione tecnica comincerà a stilare il panel dei fornitori e a definire le tipologie di dati da elaborare.

 

Quali, ad esempio?

Ezio Galli, Presidente FME “..L’idea è che i nuovi report vadano a sostituire gli infragruppo e che le rilevazioni nelle due suddette regioni cessino una volta che il meccanismo sarà andato a regime. Ferma restando la facoltà da parte dei consorzi di elaborare delle proprie statistiche, ad esempio sul sell-in”

 

Per ciascuno dei produttori saranno definite le famiglie di prodotto significative, ossia quelle legate a contratti in essere con la distribuzione. Non saranno invece calcolati i dati globali dell’uno o dell’altro produttore.

 

L’industria ha accolto bene l’iniziativa?

Lo scorso 14 settembre ho condiviso diversi aspetti del progetto proprio con ANIE che, per bocca del presidente Giuliano Busetto, si è dichiarata interessata alla nostra rilevazione e ha sondato la nostra disponibilità nel recepire eventuali loro suggerimenti. Siamo ovviamente pronti a qualsiasi tipo di scambio e interazione con loro.

 

Per il singolo grossista, quale tipo di impegno comporta l’iniziativa?

Ciascun distributore dovrà inviare le cifre relative al proprio venduto. Il compito di elaborarle spetta a Metel, partner tecnologico scelto dalla Federazione. Per ragioni riconducibili ai regolamenti Antitrust, i report dovranno essere resi pubblici, a disposizione di chiunque li richiedesse. Ma poiché FME si accollerà i costi dell’intero progetto, abbiamo stabilito che i report stessi siano rilasciati soltanto a pagamento.

 

Secondo quali modalità li diffonderete?

I report saranno aggiornati mensilmente. Non è prevista la diffusione attraverso supporti cartacei, ma vi si potrà accedere soltanto tramite un apposito portale. Naturalmente i distributori non dovranno sostenere alcun costo, in quanto sono parti attive del progetto.

 

Dunque dati a pagamento per industria, agenzie, progettisti e così via?

Per qualsiasi soggetto fosse interessato a consultarli, fosse anche un consumatore. Ma i dati potrebbero essere molto utili ad esempio alle agenzie, poiché consentono loro di conoscere il valore del sell-out per regione e provincia.

 

La trasmissione dei dati alle agenzie era prevista anche dal famoso accordo di Venaria, no?

Certo, ma si può dire che quell’accordo non abbia avuto un seguito: oggi sono pochi i distributori in grado di fornire dati alle agenzie. Le statistiche potrebbero essere la base sulla quale implementare una soluzione definitiva a questo problema.

 

Cosa chiedete in cambio all’industria?

ANIE si è detta disponibile a fornirci dei trend semestrali, che per noi non sono sufficienti. Dunque, nessuno scambio dati in vista per adesso. Ma potremmo ragionare su un accordo con loro affinché le nostre statistiche siano riconosciute come misura ufficiale del mercato. Il fatto che siano elaborate da Metel secondo regole molto rigorose ne garantisce la piena attendibilità.

 

Le statistiche sono lo strumento di lavoro che mancava?

I nuovi report offriranno senza dubbio una fotografia nitida e inconfutabile sull’andamento complessivo del mercato. Fino a oggi ci siamo orientati con i dati infragruppo dei consorzi. Questi ultimi hanno ripreso a elaborarli dopo una temporanea sospensione, affinché nel frattempo l’intero settore non restasse a secco di numeri. La Lombardia e il Piemonte, invece, diffondevano già delle proprie statistiche di sell-out. L’idea è che i nuovi report vadano a sostituire gli infragruppo e che le rilevazioni nelle due suddette regioni cessino una volta che il meccanismo sarà andato a regime. Ferma restando la facoltà da parte dei consorzi di elaborare delle proprie statistiche, ad esempio sul sell-in.

(Stefano Troilo)

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