Strumenti: ETIM e statistiche. È tempo di “big data”

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Metel è in prima linea nei cambiamenti che impattano direttamente sulle strategie di produttori, distributori e agenti. 

La tradizionale alternanza tra esponenti dell’industria e della distribuzione alla presidenza di Metel ha portato, la scorsa primavera, all’elezione di Alessandro Fogliani. Franco Villani, presidente uscente, è ora in carica come suo vice. Tutti siamo d’accordo sul fatto che l’offerta Metel sia consolidata, matura, e che sia necessario individuare nuove opportunità in seno al nostro settore”, premette Fogliani.

Cosa serve per dare nuovo impulso alla vostra azione?

In seno al CdA abbiamo condiviso diverse idee per arricchire i nostri servizi e renderli ancora più rispondenti alle esigenze del settore. Da qui è scaturita ad esempio la proposta, che sarà oggetto di valutazione da parte del consiglio, di adottare ETIM come standard per i listini. Inoltre, nell’attuale situazione occorre un ulteriore risveglio di sensibilità da parte di tutte le parti in causa sulle potenzialità dei servizi Metel. Ciò dovrà succedere anzitutto attraverso la sensibilizzazione da parte delle associazioni di categoria, ANIE, FME e ARAME, nei confronti dei propri soci.

Quali vantaggi pratici comporta l’adozione di ETIM?

La disponibilità di informazioni codificate, in quantità nettamente superiore rispetto a quelle che i listini Metel offrono oggi. Tale mole di dati, essendo fruibile in tempo reale attraverso i gestionali delle aziende, permette a produttori, distributori e agenti di abbreviare i tempi di risposta e di abbattere gli errori: e questo è proprio quanto il nostro settore chiede.

Ma i distributori sono pressoché dimezzati di numero in circa 7 anni..

Metel intende reagire alla riduzione dei clienti che ha interessato il mondo della distribuzione, a seguito della crisi e delle acquisizioni. La possibilità di incrementare i clienti è legata anzitutto all’impegno che le associazioni di categoria – dunque ANIE, FME e ARAME – dedicheranno nel sensibilizzare i propri soci sul valore dei nostri servizi. In altre parole, vorremmo che le associazioni promuovessero l’idea di Metel come linguaggio standard di questa filiera. I benefici derivanti dall’integrazione in Metel compensano largamente i costi iniziali che le aziende devono sostenere per l’adeguamento dei propri gestionali. L’altro passo potrebbe essere quello di consentire a Metel di trovare opportunità al di fuori di produttori, grossisti e agenzie e cioè potenziali clienti ben organizzati per utilizzare i servizi Metel. Per questo saranno fondamentali le linee guida che il CdA di Metel andrà a definire.

 

Dunque, crescere è ancora possibile nonostante la riduzione degli attori?

Sì. Tra gli stessi grossisti, la percentuale di chi utilizza pienamente i servizi di Metel è certamente migliorabile. Continuare a cercare nuovi clienti su tutti i versanti della filiera è fondamentale per la crescita e per il compimento della mission di Metel, che è quella di esprimere gli interessi di tutti i player di questo mercato.

 

Nel progetto statistiche di FME, Metel ha un ruolo fondamentale.

Essendo partecipata da ANIE, FME e ARAME, questa società è il soggetto più idoneo ad affrontare un tema delicato come quello delle statistiche. Allo stato attuale, con i primi tavoli di lavoro tra ANIE e FME in via di impostazione, sono molto fiducioso circa le possibilità di successo del progetto.

 

Qual è a suo avviso il suo valore aggiunto?

Qualora riuscissimo a raggiungere uno standard comune per le statistiche, avremmo un’idea più chiara dello stato attuale del mercato e delle sue possibili evoluzioni. La cosa agevolerebbe il dialogo in seno alla filiera, in quanto la stessa Metel si farebbe garante della qualità e dell’affidabilità dei dati stessi.

 

Ragionando da uomo della distribuzione, quale aspetto del suo lavoro quotidiano pensa che beneficerebbe maggiormente delle statistiche?

Potremmo avere un preciso benchmark del mercato a livello nazionale e locale, sia in generale che per singoli settori. Inoltre, le statistiche ci restituirebbero una nitida fotografia dell’andamento delle vendite: in pratica non ci limiteremmo più a misurare gli acquisti, ma avremmo termini di paragone tra le performance aziendali e i trend del mercato. Infine, dei dati di venduto chiari e certificati rendono più concreto e trasparente il dialogo con i fornitori.

 

Come ritiene che l’industria stia reagendo a un progetto che ha praticamente ricompattato la distribuzione?

Sono reduce da un incontro con i referenti ANIE, tra i quali ho percepito la volontà di adottare uno standard unico per misurare le performance del mercato. Ma anche in questo caso, occorre che le associazioni convincano i propri membri a essere meno “gelosi” dei propri numeri, bensì a condividerli e a confrontarsi su essi. Questo passaggio è tutt’altro che semplice ma, con un po’ di buona volontà da parte di tutti, che mi pare non stia mancando, faremo dei significativi passi in avanti.

 

Se vuoi saperne di più su ETIM vedi qui 

 

METEL 2017-2020

Presidente: Alessandro Fogliani

Vice Presidente: Franco Villani

CdA: Luca Bosatelli, Ettore Pelli, Marco Vecchio, Salvatore Moria (ANIE);

Carlo Zuffelato, Francesco Grimaldi (ARAME);

Piero Convertino, Simon Sanfilippo, Ezio Galli, Marco Zambelli (FME)

 

(Stefano Troilo)

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