Scenari & Mercati

Evento Metel 2015: “D” come digitalizzazione

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Un momento dell’intervento di Franco Villani durante l’evento Metel 2015 a Cassano d’Adda, presso Villa Borromeo
Un momento dell’intervento di Franco Villani durante l’evento Metel 2015 a Cassano d’Adda, presso Villa Borromeo

Secondo quanto le esperienze affermano e i dati confermano, il commercio elettronico è quotidianità, le transazioni via EDI comportano vantaggi tangibili, mentre la fattura elettronica – già obbligatoria nei rapporti con la Pubblica Amministrazione – entrerà presto nell’ambito B2B. Se ne è discusso durante l’evento Metel 2015.

Problemi disinnescati

Nel suo saluto introduttivo, Franco Villani ha messo a fuoco due priorità: il rafforzamento della mission aziendale e la messa in sicurezza del conto economico. “Spesso, siamo percepiti come un’istituzione priva di connessioni con l’economia reale. In realtà, siamo sul mercato come tutti, e operiamo in un sistema nel quale, negli ultimi 6 anni, ha registrato una diminuzione degli interlocutori. Intervenendo sulla struttura della nostra offerta, abbiamo disinnescato sul nascere problemi che si sarebbero venuti a creare, mettendoci nelle condizioni per lavorare al meglio nel prossimo triennio”, ha affermato il presidente di Metel.

Esponenti di filiera

“Per le agenzie, Carbon Copy è un esempio di collaborazione di filiera che risolve molte problematiche operative”, ha esordito Vincenzo Salerno. Il

Federica Ronchi, direttore generale di Monclick
Federica Ronchi, direttore generale di Monclick

presidente nazionale di Arame ha ribadito la necessità di fare sistema, di rinunciare alle vecchie abitudini, chiedendo all’industria un maggiore supporto alle agenzie che hanno aderito da poco a Metel”. “Negli ultimi mesi, molti si sono chiesti quale sarà il ruolo di FME”, gli ha fatto eco Ezio Galli. “Ma la distribuzione, lavorando a un progetto sviluppatosi da un’idea nata tanti anni fa, è riuscita a far accettare il progetto Metel a tutta la filiera. E quest’ultima, che oggi fornisce servizi indispensabili, dovrà aiutarci ad accedere alla digitalizzazione”. Maria Antonietta Portaluri, ha elogiato il lavoro svolto su Electrocod, in quanto “la classificazione merceologica ha accresciuto la trasparenza della filiera, mentre la complementarità con lo standard ETIM rende efficace l’informazione di tutta la filiera”. Il direttore generale di Anie ha poi individuato in Metel lo strumento che permette di avere una filiera informatizzata, moderna, che rispetti la qualità del nostro mercato”.

Il controllo delle informazioni

Giorgio Casanova ha posto l’accento su una questione ben precisa. “I produttori non sono gli unici a rilasciare sul web informazioni sui propri prodotti;  queste vengono immesse in rete anche da soggetti terzi. Il loro controllo, pertanto, è un aspetto molto delicato”. Naturalmente, ha proseguito il direttore generale di Metel, “per un produttore, l’ideale è condividere un unico sistema per dialogare con tutti quelli che usufruiranno delle informazioni. A un grossista, tutto ciò consentirebbe di ricevere le suddette informazioni e integarle nei suoi servizi. Dove c’è una filiera con strumenti e metodi di lavoro comuni, si generano efficienza ed efficacia. Electrocod ed Etim creano un valore aggiunto; da gennaio, inoltre, un nuovo servizio integrato in Metel Data Pool funzionerà proprio in Etim”.

Parola d’ordine: semplicità

Tra gli ospiti c’era anche Federica Ronchi, direttore generale di Monclick. “Oggi, fare e commerce significa cogliere le esigenze del consumatore, ascoltarlo, fornirgli la soluzione più semplice, intuitiva e innovativa. Tutto ciò che è semplice e quotidiano, è un elemento da cavalcare”.

“Vita digitale” delle imprese

Per Paolo Catti, i fattori di stimolo alla digitalizzazione sono molteplici. “Il primo è legato alla fatturazione elettronica: la PA sta lavorando alacremente per stimolarne l’introduzione in ambito B2B. Il secondo è riconducibile al trend europeo, che muove rapidamente verso l’obiettivo di costituire un unico mercato digitale entro il 2020: il tutto avverrà attraverso una serie di step importanti per la “vita digitale” delle imprese”. La digital transformation, prosegue il Responsabile Ricerca dell’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione del Politecnico di Milano, “è un punto di partenza per innovare il proprio modello di business. Al distributore, consiglio due elementi da cui partire: la digitalizzazione dei DDT e del ciclo passivo”.

Mario Carmelo Piancaldini, Agenzia delle Entrate, coordinatore del Forum Italiano sulla fatturazione elettronica
Mario Carmelo Piancaldini, Agenzia delle Entrate, coordinatore del Forum Italiano sulla fatturazione elettronica

PA e imprese: insieme per la digitalizzazione

“Le disposizioni emanate negli ultimi 5 anni dal Parlamento in tema di fatturazione elettronica e dematerializzazione dei documenti amministrativi o fiscalmente rilevanti, sono fortemente orientati a spingere non solo la PA, ma anche imprese e partite IVA, alla digitalizzazione dei processi amministrativi”. In questo senso, spiega Mario Carmelo Piancaldini, la fatturazione elettronica è una leva importante. “Il primo adempimento previsto dalla legge 244/2007 sull’obbligo di fattura elettronica nella PA, e il decreto legislativo 227/2015 che dà l’opportunità della trasmissione telematica dei dati delle fatture, hanno l’obiettivo di semplificare gli adempimenti amministrativi e contabili delle aziende, nonché quello di spingerne la digitalizzazione. Questo crea un processo di crescita per l’intero Paese. Per la PA, la sfida è riuscire a supportare le imprese in questa evoluzione”, ha proseguito l’esponente dell’Agenzia delle Entrate e coordinatore del Forum Italiano sulla fatturazione elettronica.

Processi integrati

Dal 6 giugno 2014 – data di entrata in vigore dell’obbligo di fatturazione elettronica –  al 31 agosto scorso, sono stati oltre 14 milioni i file fattura

Claudio Distefano, referente Agenzia per l’Italia Digitale
Claudio Distefano, referente Agenzia per l’Italia Digitale

inviati dalle imprese e gestiti dal Sistema di interscambio (SdI). “Naturalmente, non dobbiamo fermarci qui, perché al momento è digitalizzata soltanto una fase di un processo che comprende altri elementi, quali ordine e consegna”, afferma Claudio Distefano. “Da una nostra analisi, è emerso che ha beneficiato della fatturazione elettronica soprattutto chi è partito in anticipo e ha avuto il tempo di portarne a regime la gestione amministrativa all’interno di un ciclo più complesso. Inoltre, quando i diversi processi risultavano integrati all’interno di un unico sistema, i benefici sono stati maggiormente tangibili. Tra gli enti locali partiti il 31 marzo scorso, si rilevano tuttora degli ‘sfridi’, perché non tutte hanno confidenza con la dematerializzazione dell’intero ciclo. Ma contiamo di raggiungere degli ottimi risultati”, ha aggiunto il referente dell’Agenzia per l’Italia Digitale.

Metel entra in ETIM

Come rappresentante per l’Italia, Metel è entrata in ETIM International, l’organizzazione internazionale responsabile  della gestione del modello europeo per le informazioni elettrotecniche. “La crescente collaborazione tra ETIM International e METEL fornirà una voce italiana nello sviluppo di ETIM”, ha dichiarato in una nota il presidente Franz Ernst, dopo essere già intervenuto all’evento dell’8 ottobre. “Questo renderà il business più efficiente a livello  internazionale nel settore elettrico, e consentirà anche a ETIM International di comprendere meglio le esigenze del mercato italiano”. Metel ha collaborato con ETIM per allineare ElectroCod ai suoi standard, nell’ottica di agevolare i produttori nella condivisione dei loro contenuti di marketing in tutta Europa. Giorgio Casanova farà  parte dell’assemblea generale di ETIM International insieme ad Alessandro Guglielmi, EDI Project Leader di Metel. Svilupperanno un comitato ETIM italiano, composto da produttori e distributori, che fornirà supporto tecnico per l’adozione dello standard. (a cura di Stefano Troilo)

 

Fattura elettronica: dalla pa al b2b. Il percorso italiano

E’ obbligatorio emettere fattura elettronica soltanto nei confronti della Pubblica Amministrazione. Il decreto legislativo 127/2015 estende la possibilità anche nei rapporti tra aziende private, a partire dal 1 gennaio 2017. Non ci sarà un obbligo ma, chi inizierà a trasmetterne all’Agenzia delle Entrate, dovrà continuare a farlo per 5 anni: in compenso, godrà di una forte semplificazione degli adempimenti fiscali e della riduzione a 3 mesi dei tempi dei rimborsi IVA. La fatturazione elettronica è stata introdotta in due step. Dal 6 giugno 2014, Ministeri, agenzie fiscali ed enti nazionali di previdenza e assistenza non hanno più accettato fatture cartacee dai propri fornitori; dal 31 marzo 2015, fanno lo stesso anche PA centrali ed enti locali. Sono ammessi esclusivamente i documenti elettronici, con firma digitale, in formato XML secondo il tracciato FatturaPA, che vanno conservati digitalmente per 10 anni. Su un totale di 14.617.634 file fattura ricevuti dal Sistema di Interscambio, dall’avvio del sistema al 31 agosto scorso, l’89.1% è stato inoltrato alla PA di riferimento, il 10.6% è stato scartato per errori, lo 0.2% non è stato recapitato per l’impossibilità di identificare o raggiungere l’ufficio destinatario. Oltre 22.700 le pubbliche amministrazioni centrali e locali interessate, che al 31 agosto scorso avevano registrato nell’Indice PA ben 54.401 uffici di fatturazione elettronica. Oltre la metà delle amministrazioni coinvolte – ministeri, scuole e amministrazioni locali –  si  avvale di intermediari istituzionali (SICOGE, SIDI e HUB Regionali) per la ricezione dei file fattura. Al 31 agosto scorso, erano 451.898 le Partite Iva che avevano inviato almeno un file fattura al Sistema di Interscambio. (Fonte: Agenzia per l’Italia Digitale )

 

Edi: perche’ si’

Nel 2014, circa 10.000 imprese hanno scambiato, tramite reti EDI, i principali documenti del ciclo ordine-pagamento. Cresce del 32 per cento il volume di documenti scambiati. Oltre 80 milioni i documenti scambiati, 30 dei quali erano fatture. Come lo erano circa il 40% dei quasi 200 milioni di documenti veicolati via EDI negli ultimi 3 anni. In definitiva, le imprese abituate all’uso dell’EDI tendono a incrementare il numero e la tipologia dei documenti scambiati (Fonte: Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, Politecnico di Milano)

 

Giorgio Casanova
Giorgio Casanova

Metel & il WEB

Giorgio Casanova, avrebbe immaginato nell’altro secolo, un così indissolubile legame tra Metel e Internet?

“Al primo appuntamento, nel ‘99, qualcuno mi chiedeva se Metel avrebbe funzionato anche su Internet: oggi sappiamo che poche cose funzionano senza internet”.

Metel con la digitalizzazione forma oggi un parallelismo praticamente quotidiano delle aziende…

“Metel si occupa solo della parte tecnologica per trasferire informazioni/documenti tra aziende in rapporto tra loro senza entrarne nel merito. Ogni produttore propone e presenta sul proprio sito i prodotti e le soluzioni nel modo che ritiene più efficaci. Quando queste informazioni vengono gestite da terze parti, devono essere affrontate una serie di problematiche tra cui la più importante è sicuramente quella di evitare di banalizzare il prodotto”.

E quindi Metel si propone come un antidoto nei confronti di questo rischio?

“Lasciare ad altri il controllo delle informazioni significa demandare un ruolo molto delicato. Chi ha intenti e obiettivi comuni usa linguaggi e modalità condivise per trasmettere le informazioni sui prodotti. Solo così può ottenere efficienza ed efficacia”.

Sta parlando del vostro ElectroCod?

“Il sistema di classificazione più conosciuto è forse quello di Darwin, ma un pedagogo americano, John Dewey, inventò il sistema decimale Dewey, ancora oggi in uso ed in aggiornamento nelle biblioteche. Ecco da dove proviene ElectroCod , il sistema di classificazione di Metel, dove gerarchicamente ad ogni famiglia di prodotto viene associata una sottofamiglia ed una funzione d’uso attraverso codici e descrizioni. Si arriva al massimo a 4 livelli in modo tale da ottenere prodotti omogenei ma non identici o intercambiabili. Oggi nel Metel Data Pool abbiamo 2milioni di articoli codificati on line, di cui la metà associati ad un codice ElectroCod”.

E poi c’è ETIM, cioè l’Unione Europea delle classificazioni. Funziona meglio di quella politica ed economica?

“Etim, che si sta sviluppando in dodici Paesi, è un sistema di classificazione parametrico. Dal primo di gennaio 2016 sarà disponibile anche in Italia e nel Metel Data Pool. Metel dal 2016 sarà l’organo di Etim International del materiale elettrico per l’Italia”.

Che cosa può scaturire dal matrimonio tra ETIM e ElectroCod?

“A mio avviso – e non solo mio – si tratta di un mix eccezionale per qualsiasi motore di ricerca che coinvolge quindi la parte meno ricca di caratteristiche e quella invece più tecnica e professionale. I due sistemi sono  compatibili e allo stesso tempo complementari. Questo è un valore aggiunto unico della filiera elettrica e illuminazione. Noi mettiamo in collegamento i due sistemi e tutte le applicazioni web con il livello di completezza condiviso, per un sistema che oltre all’elettrico è aperto all’edilizia e all’idrotermosanitario, aperto all’Europa e ultimamente anche a USA e Canada”.

 

“Faccio io alcune domande a lei, e la risposta è sempre la stessa. Quanti taxi possiede Uber? Quanti alloggi possiede AIRBNB? Quante infrastrutture hanno Skype, Wechat o Whats’Up? La risposta è sempre zero: con questi esempi si capisce perchè la decisione della commissione europea di realizzare il Digital Single Market sia stata mesa nella lista delle priorità”.

Qual è il senso di entrare in sistema così grande? Non sarebbe meglio coltivare una nicchia quale Metel ha dimostrato bene di saper essere?

“Darò qualche numero. Secondo il “World Payments Report 2014” di Cap Gemini, la crescita annuale delle operazioni globali senza ricorso ai contanti è aumentata del 7,7 per cento. Uwe Neumann, analista global research (Gartner-Credit Suisse) prevede che le piattaforme di pagamento sostenibili più promettenti sembrano essere quelle delle grandi aziende che gestiscono le piattaforme Internet: eBay con PayPal, Apple Pay, Android Pay, Samsung Pay. Ammette che c’è un gran numero di società di piccole dimensioni che offrono applicazioni di pagamento con uno smartphone, ma solo le grandi aziende che gestiscono le piattaforme Internet hanno il potere di definire degli standard: e questo perché accolgono gli utenti che sono ancora in crescita esponenziale”.

E questo che significa per le fatture elettroniche?

“Le FE nazionali ed europee hanno per utenti tutte le aziende dell’Unione e le piattaforme sono i sistemi digitali dei vari Paesi. Non dico domani, ma quasi, una fattura emessa da una società italiana sarà riconosciuta e gestita elettronicamente in Italia e automaticamente anche in Francia o in Germania, dal destinatario e dai  sistemi fiscali locali. E le eccellenze emergeranno”.

Cosa farà in più Metel, per incalzare questo processo inarrestabile?

“Metteremo a disposizione il cruscotto Metel che darà diverse funzionalità che andremo ad affinare nel tempo. Ogni azienda avrà l’accesso ad un servizio, che darà al responsabile preposto l’andamento della digitalizzazione in azienda. Il sistema indicherà le aziende potenzialmente collegabili”.

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