TREND. I bilanci dei distributori

Calma piatta, o quasi

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Le ultime cifre fotografano una situazione sostanzialmente statica. Sebbene a ritmi meno sostenuti, la decrescita dei fatturati dei distributori continua, mentre gli utili segnano il passo

In occasione della sua ultima convention, Elex Italia ha diffuso i risultati della consueta analisi annuale condotta sui bilanci dei distributori italiani. E’ finito sotto la lente il periodo 2007-2012, che accosta l’ultimo anno di sostanziale crescita dell’economia ai successivi cinque di reiterata recessione. Gli indicatori finanziari presi in considerazione sono quelli normalmente utilizzati in passato per descrivere i macrotrend del comparto.

1.“Minima” rilevata: -11 L’andamento del fatturato dei gruppi nel 2013 evidenzia un calo di 11.2 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo è stato di 1.170 milioni di euro. Scorporando il dato generale in 3 settori, emerge come il mercato tradizionale, che rappresenta 975 milioni di euro, abbia in realtà contenuto le perdite al 4.6 per cento. Il comparto dei cavi, che vale 176 milioni, ha accusato un calo del 21.6 per cento, mentre il fotovoltaico è crollato del 68.2 per cento: 19 milioni il valore stimato del segmento in questione. 2. Margini lordi L’analisi è stata condotta su un campione di 114 aziende. Un dato positivo è la lieve crescita del margine lordo. Nel 2012, la sua incidenza sui fatturati è stata pari al 25.35 per cento: meglio del 24.11 per cento dell’anno precedente e del 24.42 del 2007. 3. Costi generali Il loro andamento si mostra sinusoidale nel tempo. Nel 2007 il relativo peso era pari all’8.94 per cento. Hanno sfondato la soglia del 10.53 per cento nel 2009, sono scesi all’8.95 per cento l’anno dopo, sono risaliti al 9.96 per cento nel 2012. 4. Costi totali La somma di spese fisse e variabili rispecchia una tendenza analoga. L’acme l’hanno toccato nel 2009, con il 23.53 per cento, molto più del 19.85 per cento del 2007. Il 2012 ha fatto registrare costi totali al 22.83 per cento, ossia oltre il 2 per cento in più rispetto al 2011. 5. Costo del personale Nel dettaglio dei conti, si conferma una voce di spesa significativa: 10.52 per cento nel 2012, ossia leggermente meno del 10.99 per cento del 2009 – picco massimo durante la crisi – e più del 9.27 per cento del 2007. 6. Oneri finanziari Nel 2012 si sono assestati al 3.59 per cento, lontani dall’apice del 5.92 per cento del 2008 e sostanzialmente in linea con il dato del 2009, quando la diminuzione dei tassi fu riconducibile al calo dell’Euribor. I successivi incrementi testimoniano l’aumentata percezione di rischio da parte delle banche. 7. Utili La nota dolente della rilevazione è rappresentata dagli utili: il dato 2012 registra 1.59 per cento. Ecco l’altalena dal 2007 al 2011: 2.22 per cento, 1.35 per cento, 0.91 per cento, 2.33 per cento, 2.03 per cento. 8. Crediti e debiti La nuova direttiva UE sui tempi di pagamento ha inciso più nei rapporti con i fornitori che con i clienti. I giorni di credito nei confronti di questi ultimi sono saliti dai 134 del 2011 ai 141 del 2012, sebbene nel 2009 siano stati addirittura 150. Nello stesso intervallo di un anno, i giorni di debito nei confronti dei produttori sono scesi da 85 a 84, comunque un tempo più stretto dei 104 giorni del 2009. 9. In sintesi… L’insieme dei dati comunica l’idea di un settore in persistente tensione, che non intravede spazi di crescita nel breve e, forse, nel medio termine. Non aiutano gli oneri finanziari, che hanno nuovamente imboccato la strada in salita. Come non rassicura l’aumento dei giorni di credito ai clienti. Le difficoltà di imprese e installatori si riflettono sulle strategie patrimoniali del grossista che, data la contestuale riduzione dei termini di pagamento ai fornitori, patiscono un sostanziale effetto-tenaglia. 10. Imprevisti e probabilità Nel 2013, Elex Italia evidenziò come i fornitori non avessero accolto del tutto le richieste di revisione avanzate dai grossisti. Secondo quanto ribadito durante il convegno dello scorso 23 gennaio , “i fornitori hanno agito con le consuete politiche commerciali”. Ad ogni modo, in fondo al tunnel si intravede un piccolo spiraglio. I dati appena rilevati sono leggermente migliori degli outlook che circolarono lo scorso anno, quando per il 2012 furono previsti un margine lordo al 24 per cento, i costi totali al 23 per cento e utili prossimi allo zero come nel 2009 (Stefano Troilo).

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